Dopo il primo confronto con il laboratorio o con il responsabile Ricerca e Sviluppo, può arrivare una risposta molto importante: il prodotto che hai immaginato si può realizzare.
A questo punto molti pensano che il lavoro più difficile sia concluso. In realtà è solo l’inizio.

Davanti a te si apre un percorso composto da numerose decisioni che riguardano produzione, costi, certificazioni, confezioni, comunicazione, vendita e molto altro.
Anche gli aspetti economici meritano una valutazione attenta fin dall’inizio. Un prodotto tecnicamente realizzabile deve infatti essere anche sostenibile dal punto di vista dei costi e compatibile con il mercato a cui si rivolge.

Tra tutti questi passaggi ce n’è uno che spesso viene sottovalutato perché sembra semplice e immediato: la scelta del nome.

Il nome del prodotto

Hai già trovato il nome perfetto?

Molte persone pensano che basti scegliere una parola che suona bene o che piace personalmente. In realtà il nome di un prodotto rappresenta una delle decisioni più importanti dell’intero progetto.

Un buon nome dovrebbe essere:

  • facilmente leggibile;
  • semplice da pronunciare;
  • memorizzabile;
  • adatto a più lingue, quando possibile;
  • coerente con il prodotto;
  • disponibile per la registrazione come marchio.

Un nome che oggi sembra perfetto potrebbe non convincere più dopo alcune settimane. Per questo motivo è utile lasciarlo “maturare” prima della scelta definitiva.

Un nome deve durare nel tempo.

Il nome accompagnerà il prodotto per molti anni.

Comparirà sulle confezioni, sul sito internet, nelle fotografie, nei video, nei cataloghi, nelle campagne pubblicitarie e in tutta la comunicazione aziendale.

Prima di confermarlo è utile immaginarlo in contesti diversi:

  • stampato sul flacone;
  • presente su un’etichetta;
  • utilizzato in un video;
  • inserito in una pagina web;
  • riportato su materiale promozionale.

Se continua a funzionare in tutte queste situazioni, probabilmente la direzione è quella giusta.

Il ruolo della grafica

Una volta individuato il nome entrano in gioco altri elementi importanti.

Il font utilizzato, i colori scelti e la posizione del marchio contribuiscono a costruire l’identità del prodotto.

Ogni carattere tipografico comunica qualcosa di diverso e si rivolge a pubblici differenti. Anche la scelta dei colori deve tenere conto non solo dell’estetica ma anche delle future esigenze di stampa e produzione.

Uno studio grafico può fornire supporto prezioso, ma la decisione finale deve sempre riflettere la personalità e la visione del progetto.

Il valore del pay-off

Il nome rappresenta l’identità del prodotto, ma spesso non basta a spiegare immediatamente cosa offre.

Per questo motivo assume grande importanza il pay-off, cioè la frase che accompagna il marchio.

Un buon pay-off aiuta il consumatore a comprendere rapidamente il mondo, la filosofia o la funzione del prodotto.

In molti casi è proprio questa breve frase a completare il lavoro iniziato dal nome.

Verifiche da non dimenticare

Prima di rendere definitiva la scelta è consigliabile effettuare alcune verifiche:

  • disponibilità del marchio;
  • eventuali registrazioni già esistenti;
  • disponibilità dei principali domini internet;
  • utilizzo del nome da parte di altre aziende o prodotti.

Per le verifiche più approfondite può essere utile il supporto di professionisti specializzati nella tutela dei marchi.

Conclusione

La scelta del nome rappresenta uno dei primi veri investimenti strategici di un progetto cosmetico.

Non è soltanto una questione creativa o estetica. Un nome accompagnerà il prodotto per anni, influenzerà la comunicazione, il posizionamento e il modo in cui verrà percepito dal consumatore.

Per questo motivo merita tempo, riflessione e confronto.

Nel prossimo percorso entreremo in altri aspetti pratici che accompagnano la nascita di un cosmetico, affrontando passo dopo passo le decisioni che separano un’idea dal mercato.

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